I Pionieri dell’Aromaterapia Moderna

L’Aromaterapia, così come la conosciamo oggi, deve molto dell’opera pionieristica di scienziati francesi e italiani durante il XIX e il XX secolo.

In passato, in Francia, la tubercolosi era una malattia molto comune e si notò che gli addetti alla lavorazione dei fiori e delle erbe non contraevano malattie respiratorie.
Nel 1887, quest’osservazione condusse al primo test di laboratorio sugli effetti antibatterici degli oli essenziali, in quanto si riteneva che proprio questi oli fossero responsabili della buona salute dei lavoratori. Ebbe così inizio la prima ricerca scientifica sugli oli essenziali e sul loro effetto suoi microrganismo, condotta in Francia da Chamberland e convalidata da Cadac e Meunier.
La ricerca mostrò che gli oli essenziali uccidevano i microrganismi della mononucleosi e della febbre gialla.

Il dottor René Maurice Gatefossé, che si ritiene che abbia coniato il termine Aromathérapie, era un farmacista. Nel 1910, si ustionò gravemente le mani, mentre stava conducendo un esperimento nel suo laboratorio che aveva causato un’esplosione. Come azione riflessa, immerse le mani in un recipiente che conteneva olio essenziale di lavanda. Gatefossé notò che il dolore diminuiva e che l’applicazione casuale della lavanda favorì la guarigione.

Tra il 1920 e il 1930, alcuni scienziati italiani condussero esperimenti sugli effetti psicologici degli oli essenziali. Il dottor Renato Cayola e il dottor Giovanni Garri si occuparono degli effetti degli oli essenziali sul sistema nervoso, la pressione sanguigna e la frequenza respiratoria e cardiaca, dopo averne studiato gli effetti stimolanti e calmanti.
Inoltre, osservarono le proprietà battericide di alcuni oli essenziali.

Il chirurgo dell’esercito francese Jean Valnet utilizzò gli oli essenziali come antisettici per trattare le ferite e le ustioni gravi, durante la guerra in Indocina del 1948-50. Dopo la guerra, continuò a trattare i pazienti con gli oli essenziali.
Successivamente, cominciò ad occuparsi dei pazienti ricoverati negli ospedali psichiatrici, somministrando loro, con ottimi risultati, oli essenziali e altri prodotti vegetali.
Nel 1964, scrisse il libro “Aromaterapia”.

Il professor Paolo Rovesti compì una ricerca sugli effetti psicologici degli oli essenziali sui pazienti che soffrivano di depressione e isteria.
Nel 1975, condusse una spedizione archeologica in Pakistan per analizzare i reperti connessi all’uso dei prodotti cosmetici, da parte della civiltà che visse nella valle dell’Indo 5.000 anni fa. Nel museo di Taxilla, una città ai piedi dell’Himalaya, vide un alambicco in terracotta per la distillazione, in uno stato di perfetta conservazione. La datazione scientifica collocò questo strumento attorno al 4.000 a.C.

Approssimativamente, nello stesso periodo, la biochimica Marguerite Maury stava studiando l’uso degli oli essenziali per scopi teraupetici e cosmetici. Marguerite, che utilizzava il massaggio come base per la sua terapia medica/cosmetica, condusse uno studio sul modo in cui le essenze aromatiche agiscono sul corpo, la mente e la pelle. Le sue conoscenze dei metodi naturali per la cura della pelle si basavano ampiamente sulla tradizione antica indiana e cinese.

L’attuale trend dell’aromaterapia affonda le proprie radici nell’opera di Marguerite Maury.