Olio Essenziale di Achillea

  1. Emostatico
  2. Spasmolito
  3. Antinfiammatorio
  4. Regolatore del ciclo mestruale
  5. Lenitivo della pelle
  6. Rilassante

Achillea millefolium - AchilleaNome botanico: Achillea millefolium
Famiglia botanica: Asteraceae

L’Achillea e’ una pianta spontanea perenne, ha piccole foglie aromatiche delle dimenssioni di 6-7 cm, frastagliate e alternate che spuntano da dei piccoli peduncoli, produce piccoli fiori bianchi o rosa.

Il suo nome deriva dall’eroico personaggio greco Achille, al quale il centauro Chirone insegnò l’arte di curare le ferite con questa erba. Infatti, l’achillea viene chiamata anche erba sanguinella.
E’ chiamata anche millefoglie per il suo aspetto frastagliato, con le foglie frazionate in piccole e fittissime sommità.

Nella tradizione cinese la pianta è usata per i problemi mestruali e le emorroidi, mentre la tradizione ayurvedica la utilizza per il trattamento degli stati febbrili.

L’olio essenziale di Achillea è un eccellente cicatrizzante.

Parte della pianta utilizzata: foglie e capolini essiccati.
Processo di estrazione: distillazione a vapore.
Principali costituenti chimici: monoterpeni (beta-pinene 15%, sabinene 20%), sesquiterpeni (farnesene 15%, beta-cariofillene 10%, camazulene 6%), osside (1,8 cineolo 3%), monoterpenoni (artemisiacetone).
Paesi produttori: Francia, Europa.
Nota: cuore.
Colore: blu.
Odore: legnoso.
Si miscela bene con: bergamotto, camomilla, salvia sclarea, ginepro, lavanda, limone, neroli, rosmarino.
Costo: molto costoso.

Proprietà dell’olio essenziale di Achillea

1) Emostatico

La pianta deve la sua fortuna alle sue proprietà emostatiche e spasmolitiche, che sono un valido aiuto per curare le emorroidi, le metrorragie, le perdite di sangue causate dalle ferite, ma anche dalle mestruazioni troppo abbondanti.

2) Antinfiammatorio e spasmolitico

E’ indicato contro i dolori muscolari, mestruali e articolari, distorsioni, nevralgie e nevriti. E’ adatto anche in caso di colite e sindrome del colon irritabile.

3) Regolatore del ciclo mestruale

Si utilizza in caso di amenorrea, dismenorrea ed è utile anche per il trattamento dei disturbi della menopausa e della sindrome premestruale.

4) Lenitivo della pelle

Può essere d’aiuto nei casi di irritazioni, eczema, psoriasi, dermatiti, ulcere, ustioni, cicatrici, esantemi, couperose, acne.

5) Rilassante

Aiuta in tutti i disturbi correlati allo stress. Utile nell’ipertensione e nell’insonnia. Aiuta ad armonizzare, a chiarificare e ad  elaborare cambiamenti importanti, a mantenere il passo con i piccoli e grandi cambiamenti della vita. Accentua la naturale sensibilità, apre al nuovo, sostiene nei processi di adattamento e di conoscenza.

Utilizzi dell’olio essenziale di Achillea

Uso esterno: applicate localmente, diluito al 20%, in olio vegetale. Per esempio: con olio di mandorle dolci, massaggiate la parte bassa della pancia, in caso di problematiche mestruali; con olio di iperico, in caso di ustioni, piaghe e bruciature; con olio di jojoba, in caso di eczemi, psorias, dermatiti, ferite e tagli.

Utilizzi in cosmetica: indicato nelle creme per il viso e il corpo, per un effetto riequilibrante ed elasticizzate. Impacchi con olio di calendula, è utile in caso di arrossamenti e irritazioni. Aggiunto nella crema per le mani è un rimedio ben noto in caso di screpolature, oltre a prevenire nuove screpolature, dovute al freddo dei mesi invernali.

Diffusione ambientale: 1 goccia per ogni mq dell’ambiente in cui si diffonde, mediante bruciatore di oli essenziali, o negli umidificatori dei termosifoni, per tutte le implicazioni psicologiche della menopausa, contro sbalzi d’umore, depressione, irritabilità.

Controindicazioni

Non usare in gravidanza, allattamento, sotto i 6 anni e nei soggetti epilettici. Non ingerire assolutamente senza la guida di un medico. Se utilizzato direttamente sulla pelle può dare irritazione.

 

 

Olio Essenziale di Origano

Nome botanico: Origanum vulgare, Origanum compactum
Famiglia botanica: Lamiaceae

L’origano è una pianta aromatica erbacea perenne, tipica dell’Europa ed oggi coltivata in tutto il mondo. Raggiunge un’altezza di trenta centimetri, il fusto è eretto e rampicante, le foglie sono piccole ed ovali. I fiori, raccolti in pannocchie, sono di colore rosa o porpora.
Il nome origano deriva dal greco e significa “Monte splendido” ed è probabilmente riferito alla bellezza con cui i fiori ricoprivano i pendii delle colline dove cresceva la pianta.
Sin dall’antichità, gode fama di potente antisettico ed antivirale, già utilizzato nella Cina dei secoli scorsi.

Era un rimedio tradizionale per problemi dell’apparato respiratorio, febbri ed affezioni varie. Oggi, viene utilizzato soprattutto in cucina.

L’Origanum vulgare, rispetto all’Origanum compactum (contiene timolo), è più dolce e meno aggressivo perché contiene il tuianolo.

Parte utilizzata della pianta: ramoscelli fioriti.
Processo di estrazione: distillazione in corrente di vapore.
Principali costituenti chimici: monoterpeni (sabinene, terpinene, paracimene, terpinolene), monoterpenoli (tuianolo, terpinene), fenoli (carvacrolo, timolo).
Nota: base.
Intensità dell’odore: media (profumo aromatico).
Si miscela bene con: agrumi, rosmarino.

Proprietà dell’olio essenziale di origano

1) Antimicotiche

E’ in grado di combattere funghi della specie Aspergillus flavus e Aspergillus niger che attaccano, in particolare, le vie repiratorie dell’uomo e della specie Candida albicans, Candida dubliniensis e Candida non-albicans.

2) Antibiotiche

E’ in grado di sopprimere batteri come stafilococchi, micrococchi e bacilli, al pari di antibiotici chimichi come la penicillina, stremptomicina e vancomicina.

Grazie al carvacrolo e al timolo, due dei suoi componenti, è in grado di combattere quattro specie di salmonella e il parassita Trypanosoma cruzi, meglio noto come “cimice”.

E’ uno dei migliori antisettici delle vie urinarie e respiratorie.

3) Antinfiammatorie e analgesiche

Riesce ad attivare, tramite determinati tipi di linfociti, il sistema anti-infiammatorio naturale, già presente all’interno del nostro organismo, risultando particolarmente adatto a combattere le infiammazioni articolari.

Importante, inoltre, è il suo valore analgesico, riscaldante e lenitivo in grado di curare diverse affezioni dolorose, comprese quelle dentarie e reumatiche.

4) sedative e calmanti

A livello emotivo, è un equilibrante, Inoltre, è in grado di placare i sintomi di iper-sensibilità, allergia, nervosismo e stress.

5) carminative e stomachiche

Ha azione stomachica, in quanto favorisce la secrezione dei succhi gastrici e, quindi, la digestione. Possiede anche proprietà carminative, utili in caso di meteorismo e flatulenza.

Se assunto alcune ore prima dei pasti, è un buon rimedio per l’inappetenza.

6) cicatrizzanti e germicide

E’ un ottimo rimedio per eczemi, ferite e piaghe infette.

7) parassiticide 

Le sue proprietà sono utili anche in presenza di pidocchi.

Utilizzi dell0olio essenziale di Origano

Diffusione ambientale: 1 goccia per ogni mq dell’ambiente in cui si diffonde, mediante bruciatore di oli essenziali, o negli umidificatori dei termosifoni, come disinfettante ambientale.

Suffumigi per asma e bronchite: in una bacinella di acqua bollente mettete 10 gocce di olio essenziale di Origano. Coprite il capo con un asciugamano e inspirate profondamente interrompendo di tanto in tanto, fino a esaurimento del vapore prodotto dall’acqua.

Uso interno: 1 goccia di olio essenziale di origano in un cucchiaino di olio di oliva o di miele, 2-3 volte al giorno in caso di problemi digestivi o intestinali.

Uso esterno: applicarlo localmente, diluito al 20% in un olio vegetale e applicarlo localmente, in caso di dolori articolari e muscolari. Utile anche in caso di cellulite.

Controindicazioni
Evitare l’uso in gravidanza, durante allattamento e per i bambini al di sotto dei sei anni. Cautela nei soggetti epilettici.
Non oltrepassare mai le dosi consigliate, altrimenti può risultare irritante e tossico per la pelle.origano

I Pionieri dell’Aromaterapia Moderna

L’Aromaterapia, così come la conosciamo oggi, deve molto dell’opera pionieristica di scienziati francesi e italiani durante il XIX e il XX secolo.

In passato, in Francia, la tubercolosi era una malattia molto comune e si notò che gli addetti alla lavorazione dei fiori e delle erbe non contraevano malattie respiratorie.
Nel 1887, quest’osservazione condusse al primo test di laboratorio sugli effetti antibatterici degli oli essenziali, in quanto si riteneva che proprio questi oli fossero responsabili della buona salute dei lavoratori. Ebbe così inizio la prima ricerca scientifica sugli oli essenziali e sul loro effetto suoi microrganismo, condotta in Francia da Chamberland e convalidata da Cadac e Meunier.
La ricerca mostrò che gli oli essenziali uccidevano i microrganismi della mononucleosi e della febbre gialla.

Il dottor René Maurice Gatefossé, che si ritiene che abbia coniato il termine Aromathérapie, era un farmacista. Nel 1910, si ustionò gravemente le mani, mentre stava conducendo un esperimento nel suo laboratorio che aveva causato un’esplosione. Come azione riflessa, immerse le mani in un recipiente che conteneva olio essenziale di lavanda. Gatefossé notò che il dolore diminuiva e che l’applicazione casuale della lavanda favorì la guarigione.

Tra il 1920 e il 1930, alcuni scienziati italiani condussero esperimenti sugli effetti psicologici degli oli essenziali. Il dottor Renato Cayola e il dottor Giovanni Garri si occuparono degli effetti degli oli essenziali sul sistema nervoso, la pressione sanguigna e la frequenza respiratoria e cardiaca, dopo averne studiato gli effetti stimolanti e calmanti.
Inoltre, osservarono le proprietà battericide di alcuni oli essenziali.

Il chirurgo dell’esercito francese Jean Valnet utilizzò gli oli essenziali come antisettici per trattare le ferite e le ustioni gravi, durante la guerra in Indocina del 1948-50. Dopo la guerra, continuò a trattare i pazienti con gli oli essenziali.
Successivamente, cominciò ad occuparsi dei pazienti ricoverati negli ospedali psichiatrici, somministrando loro, con ottimi risultati, oli essenziali e altri prodotti vegetali.
Nel 1964, scrisse il libro “Aromaterapia”.

Il professor Paolo Rovesti compì una ricerca sugli effetti psicologici degli oli essenziali sui pazienti che soffrivano di depressione e isteria.
Nel 1975, condusse una spedizione archeologica in Pakistan per analizzare i reperti connessi all’uso dei prodotti cosmetici, da parte della civiltà che visse nella valle dell’Indo 5.000 anni fa. Nel museo di Taxilla, una città ai piedi dell’Himalaya, vide un alambicco in terracotta per la distillazione, in uno stato di perfetta conservazione. La datazione scientifica collocò questo strumento attorno al 4.000 a.C.

Approssimativamente, nello stesso periodo, la biochimica Marguerite Maury stava studiando l’uso degli oli essenziali per scopi teraupetici e cosmetici. Marguerite, che utilizzava il massaggio come base per la sua terapia medica/cosmetica, condusse uno studio sul modo in cui le essenze aromatiche agiscono sul corpo, la mente e la pelle. Le sue conoscenze dei metodi naturali per la cura della pelle si basavano ampiamente sulla tradizione antica indiana e cinese.

L’attuale trend dell’aromaterapia affonda le proprie radici nell’opera di Marguerite Maury.

Olio Essenziale di Mirra

Nome botanica: Commiphora myrrha
Famiglia botanica: Burseraceae

Il nome della pianta deriva dall’arabo mur che significa “amaro”. E’ un piccolo albero con rami contorti, foglie aromatiche e fiori bianchi che produce una resina, chiamata mirra con una massa viscosa, di colore giallo-bruna e un odore caldo, ricco, balsamico e speziato.

La mirra veniva usata dagli antichi nelle cerimonie religiose e veniva impiegata per l’imbalsamatura e per il profumo egiziano kyphi.

La sua fama è millenaria (i soldati greci la utilizzavano per il pronto soccorso). I Cinesi se ne servivano per l’artrite e i problemi mestruali.

In Occidente, è apprezzata per i problemi respiratori.

La mirra ispira pace e tranquillità e favorisce la guarigione.

Parte della pianta utilizzata: resinoide.
Processo di estrazione: distillazione in corrente di vapore; estrazione con solvente del resinoide per produrre un assoluto.
Principali costituenti chimici: erabolene, limonene, eugenolo, cuminaldeide e pinene.
Nota: base.
Intensità dell’odore: elevata (profumo caldo, balsamico e speziato).
Si miscela bene con: benzoino, lavanda, arancio, patchouli e sandalo.

Proprietà dell’olio essenziale di Mirra

1) Armonizzante

La mirra serve a equilibrare il mondo spirituale con quello materiale, dandoci forza e ottimismo, in modo particolare aiuta le persone che hanno paura di rivelare i loro sentimenti. Rende umili e devoti, predisponendoci a ricevere energia e amore dagli altri. Aiuta a vincere la paura della morte e il dolore della separazione. Regina dei blocchi emozionali e della nostra incapacità di vivere spiritualmente, ci stimola soprattutto durante il sonno eliminando in noi tutti gli eccessi.

2) Antisettico e antimicotico

Usato per gargarismi o localmente, è impiegato in aromaterapia per risolvere mal di gola e candidosi e tutti i disturbi legati alla bocca, come gengiviti, stomatiti, piorree, afte.

3) Cicatrizzante

Applicato sulla pelle, diluito in un olio vegetale, risulta efficace per eczemi, screpolature della pelle, rughe e ferite.

4) Espettorante

Se inalato, è un valido rimedio contro tosse e raffreddore.

Utilizzi dell’olio essenziale di Mirra

Diffusione ambientale: 1 goccia di olio essenziale di mirra per ogni mq dell’ambiente in cui si diffonde, mediante bruciatore di oli essenziali o nell’acqua degli umidificatori dei termosifoni, contro tosse e raffreddore e per disinfettare l’aria degli ambienti.

Gargarismi: in un bicchiere di acqua tiepida, mettete 5 gocce di mirra. Fate sciacqui prolungati, almeno due volte al giorno, contro ulcerazioni e infezioni della bocca.

Uso cosmetico: in 300 ml di acqua distillata, mettete 6-7 gocce di mirra. Con compresse di garza sterile fate impacchi alle zone interessate colpite da eczemi. Ripetete quotidianamente finché non noterete un miglioramento.

Controindicazioni

L’olio essenziale di mirra non è irritante, non provoca sensibilizzazione e a bassi dosaggi non è tossico. Usatelo con moderazione. E’ assolutamente da evitare il suo uso interno durante la gravidanza e l’allattamento.

 

Olio Essenziale di Tea Tree

Nome botanico: Melaleuca alternifolia

Famiglia botanica: Myrtaceae

Arbusto che cresce solo in una limitata area paludosa e presso i ruscelli, lungo la costa nord del Nuovo Galles del Sud, in Australia.  Le foglie sono lineari e lunghe, i fiori, bianchi, sono riuniti in grappoli lunghi dai 3 ai 5 cm, mentre i frutti, legnosi e a forma di coppa, hanno un diametro di 2–3 mm.

In Australia, gli aborigeni della tribù Bundjalung, fin dai tempi antichi, hanno utilizzato le foglie della Melaleuca, in quanto ricche in olio essenziale, e ne hanno trasmesso la conoscenza fino ai nostri giorni, quando la scienza ne ha dimostrato le numerose proprietà benefiche.

Definito come “il guaritore più versatile della Natura” dagli antichi australiani, veniva da loro utilizzato per curare ferite, piaghe, ulcere e per tenere lontani parassiti e termiti.

Il curioso nome di “albero del tè” (Tea tree) gli è stato attribuito dallo scopritore dell’Australia, James Cook, che imparò a preparare, imitando le usanze locali, un infuso rinfrescante con le foglie di quest’albero, dalle proprietà curative ed antisettiche.

Il Tea tree oil contiene 48 composti organici, ma le sostanze più significative per la sua attività terapeutica sono due: il terpinene e il cineolo.
Questi due principi attivi devono esser presenti nel prodotto finito in percentuali ben precise, in quanto indici di qualità dell’olio essenziale.  Il governo australiano ha, infatti, stabilito per legge che, per essere classificato come Tea tree oil, l’olio essenziale di Melaleuca deve contenere oltre il 30% di terpinene e meno del 15% di cineolo (poiché esso sarebbe irritante, se presente a concentrazioni maggiori), rispettando l’equilibrio che troviamo in natura.

Parte della pianta utilizzata: foglie e ramoscelli.
Processo di estrazione: distillazione in corrente di vapore.
Principali costituenti chimici: terpene (almeno 30%), cineolo (meno del 15%), pinene, terpineni, cimene, sesquiterpeni e alcol sesquiterpenici.
Nota: testa.
Intensità dell’odore: molto elevata.
Si miscela bene con: cipresso, eucalipto, geranio, zenzero, ginepro, lavanda, limone, mandarino, arancio, rosmarino e timo, ma risulta dominante per il suo forte odore.

Proprietà dell’olio essenziale di Tea tree

1) Antibiotico

In aromaterapia, per Tea tree oil s’intende l’olio essenziale estratto dalla pianta di Melaleuca, uno dei più potenti, in virtù dell’azione antibatterica, antivirale e antifungina ad ampissimo spettro.  Per uso interno, 2 gocce in un cucchiaino di miele è indicato in caso di infezioni delle vie respiratorie, che provocano faringiti e tonsilliti, febbre, bronchiti, raffreddore, mal di gola, cistite, candidosi e herpes.

Per uso topico, è impiegato come antifungino contro funghi della pellemicosi delle unghie; come antivirale su herpes, porri e verruche; come antibiotico su piaghe infette, ferite, ustioni e piorrea.

2) Mucolitico

I suoi vapori possono garantire benessere per la respirazione e combattere le sindromi influenzali caratterizzate dalla presenza di muco e catarro.  Infatti, se inalato, è in grado di svolgere un’efficace azione fluidificante ed espettorante sulle vie respiratorie, e come tutti gli oli balsamici, agisce sul naso chiuso ed sulle eccessive secrezioni bronchiali.

3) Antinfiammatorio

Non essendo irritante, il Tea tree oil è consigliato per l’uso locale su zone particolarmente delicate, come le mucose di bocca, vagina e ano. Su questi tessuti molli, oltre a svolgere attività antisettica, aiuta a sfiammare in caso di irritazioni, gengiviti, afte, leucorrea, bruciori, pruriti, ragadi e foruncoli. Per questo tipo di applicazione, è necessaria la veicolazione in gel di aloe puro.

4) Antiparassitario

Il Tea tree oil è impiegato come rimedio efficace contro le infestazioni di pidocchi, che possono colpire adulti e bambini in età scolare, e i parassiti degli animali.

Utilizzi dell’olio essenziale del Tea tree

Diffusione ambientale: 1 goccia di olio essenziale di Tea tree per ogni mq dell’ambiente in cui si diffonde, mediante bruciatore di oli essenziali o nell’acqua degli umidificatori dei termosifoni, per purificare l’aria in caso di malattie da raffreddamento.

Gel lenitivo e antimicrobico per le mucose: 1 goccia in un po’ di gel di aloe vera e massaggiato localmente, il Tea tree oil è indicato in caso di infiammazioni e infezioni vaginali e del cavo orale, ulcerazioni delle gengive, ascessi, afte.  Per la sua azione calmante, è di grande aiuto in caso di eritema solare o irritazioni da pannolino, prurito, infiammazione cutanee, dermatiti, lievi ustioni e per alleviare le punture d’insetti.  Sulle pelli miste, tendenti al grasso, svolge un’azione dermopurificante, indicata per attenuare gli inestetismi cutanei, dovuti all’acne.

Detergenti antisettici: in caso di funghi della pelle 2 gocce di Tea tree in un po’ di bagnoschiuma neutro e procedere con il normale lavaggio; 1 goccia sul dentifricio, per potenziarne l’azione antiplacca; 2 gocce nel detergente intimo, contro infiammazioni e infezioni delle vie urogenitali; 2 gocce nello shampoo contro i pidocchi, capelli grassi e con forfora.

Unguento balsamico: per le vie respiratorie è utile in caso di tosse e raffreddore. Per preparare un balsamo che favorisca la respirazione, mescolate 50 ml di burro di karité con 15 gocce di Tea tree oil.  Questo balsamo può essere utilizzato per l’herpes labiale e per lenire labbra che si spaccano con il freddo.

Suffumigi: in caso di bronchite, sinusite e congestioni alle vie respiratorie, in una bacinella d’acqua bollente, mettete 7 gocce di olio essenziale di Tea tree.  Coprite il capo con un asciugamano e inspirate col naso a bocca chiusa, interrompendo di tanto in tanto, finché l’acqua non sprigionerà più vapore.

Controindicazioni

Alle giuste dosi, l’olio essenziale di Tea tree è generalmente atossico. Come tutti gli oli essenziali, può provocare reazioni allergiche cutanee e disturbi digestivi con nausea e vomito, se dato a dosi eccessive.

E’ controindicato in gravidanza, durante l’allattamento e in pazienti con insufficienza epatica e renale e, in genere, è assolutamente sconsigliato, per via orale, a tutti i bambini al di sotto dei 5 anni.

melaleuca alternifolia-tea tree

Olio Essenziale di Lavanda

Nome botanico: Lavandula angustifolia, L. officinalis, L. vera

Famiglia botanica: Labiatae

Arbusto sempreverde e perenne di piccole dimensioni (60-100 cm.) con fusti eretti, legnosi alla base e rami laterali leggermente prostrati.  Ha foglie lineari e lanceolate di colore verde-grigiastro.  I fiori alquanto profumati, sono raggruppati in sottili spighe blu violette.

La lavanda è conosciuta fin dalle epoche più antiche. Pare, infatti, che il suo nome derivi dall’utilizzo che se ne faceva per detergere il corpo.

Originaria in Europa meridionale e occidentale, quella provenzale è la più famosa, fu pianta preziosa già per gli antichi Romani che mettevano mazzetti di fiori nell’acqua dei bagni termali.  La lavanda veniva utilizzata già allora come base per raffinati profumi e per preparare decotti e infusi usati per la bellezza della pelle e dei capelli. In un passato più recente sappiamo che, in ogni casa di città o di campagna, non c’era armadio o cassettone che non avesse sacchettini di lavanda per profumare la biancheria e tenere lontane le tarme.  Questa delicata consuetudine sta tornando ora di moda e ci ricorda antiche tradizioni e sensazioni di pulizia e cura per la casa.

Il chimico francese, Renè Maurice Gattefossé, a cui è attribuita l’invenzione del termine “aromaterapia ” nel 1928, e che contribuì alla rinascita dell’interesse dell’uso degli oli essenziali a scopo terapeutico, notò su di sé che l’olio essenziale di lavanda, che lui stava utilizzando per miscele di profumi, aveva notevole capacità di far guarire le ferite da ustioni.  Infatti, mentre stava lavorando a dei profumi, si bruciò accidentalmente un braccio e per reazione lo infilò nel liquido a lui più vicino.
Il caso volle che quel liquido fosse proprio olio essenziale di lavanda che lo fece guarire dall’ustione in brevissimo tempo.

Parte della pianta utilizzata: fiori.
Processo di estrazione: distillazione in corrente di vapore. L’estrazione con solvente produce un assoluto.
Nota: cuore.
Intensità dell’odore: da media a elevata.
Si miscela bene con la maggior parte degli oli essenziali, ma in particolare con gli agrumi e con quelli floreali, oltre che con l’erba mostatella, il geranio, il patchouli e il vetiver.

Principali costituenti chimici: oltre 100 costituenti, tra cui linalilacetato (fino al 40%), pinene, limonene, lonalolo e lavandulolo. La lavanda che cresce a altitudini maggiori (es.: lavanda alpina), ha un contenuto maggiore di esteri rispetto a quella che cresce ad altitudini inferiori.

Quando si acquista questo olio essenziale, è necessario fare molta attenzione sulla sua qualità perché si trovano molti cloni e, soprattutto, molte falsificazioni per tagli con olio essenziale di lavandino o con sostanze chimiche di sintesi.

Proprietà dell’olio essenziale di Lavanda

1) Rilassanti

Se inalato, esercita un’azione riequilibratrice del sistema nervoso centrale, essendo contemporaneamente tonico e sedativo; calma l’ansia, l’agitazione, il nervosismo; allevia il mal di testa e i disturbi causati dallo stress; messo sul cuscino o su un fazzoletto, inspirato profondamente, aiuta a prendere sonno in caso di insonnia.

2) Antisettiche e antibiotiche

Rimedio molto valido nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento: influenza, tosse, raffreddore, sinusite, catarro.
Se diluito nel detergente intimo, contrasta le affezioni del sistema genito-urinario, come la cistite.

3) Antispasmodiche

Calma dolori e spasmi addominali e può dare beneficio in caso di dolori mestruali (è però da evitare in caso di mestruazioni abbondanti).

4) Antinfiammatorie e analgesiche

Utilizzato in lozioni e oli per massaggi, allevia i dolori causati da strappi muscolari e reumatismi e aiuta nei ristagni linfatici causati dalla presenza di cellulite.

5) Cicatrizzanti

E’ impiegato sulla pelle come ottimo rimedio in caso di ustioni, ferite e piaghe. Apporta sollievo in presenza di punture d’insetti, eritemi solari, irritazioni causate da medusa.

6) Disturbi infantili

E’ un’ottima essenza per i bambini: coliche, irritabilità, raffreddori, agitazione notturna, possono essere alleviati da un massaggio sulla nuca o sul petto oppure con qualche goccia dell’essenza messa sul cuscino, nell’acqua degli umidificatori dei termosifoni o nell’erogatore di aromi.

Utilizzo dell’olio essenziale di Lavanda

Diffusione ambientale: 1 goccia di olio essenziale di lavanda per ogni mq dell’ambiente in cui si diffonde, mediante bruciatore di essenze o nell’acqua degli umidificatori dei termosifoni per alleviare mal di testa, tensione nervosa, stress, insonnia.

Bagno tonificante: 10 gocce nell’acqua della vasca, emulsionare agitando forte l’acqua, quindi immergersi per 10 minuti per usufruire dell’azione decongestionante per il sistema muscolare e per dolori reumatici e articolari.

Applicazione locale: 1 o 2 gocce di olio essenziale di lavanda diluite in un po’ di olio di mandorle dolci, per il massaggio dell’addome in caso di coliche, per alleviare le punture di insetti e piccole ustioni.

Maschera per pelli impure con acne: mescolate un po’ di argilla verde con acqua fino ad ottenere un composto denso, ma morbido. Aggiungete 2 gocce di olio essenziale di lavanda, qualche goccia di succo di limone e un cucchiaino di miele. Applicate sul viso per 15 minuti e rimuovere con acqua tiepida. Ripetere 2 volte alla settimana.

Utilizzi in cosmetica: ha un effetto rigenerante sulla cute; aggiunta in oli e creme per il corpo, è tonificante; aggiunta allo shampoo ha un effetto rinforzante e facilita la ricrescita dei capelli; è lenitiva e antiarrossamento, se aggiunta a latti e tonici.

Controindicazioni

E’ consigliabile usare l’olio essenziale di lavanda per via inalatoria o in frizione locale. L’olio essenziale di lavanda è considerato sicuro, per cui non ci sono particolari precauzioni alle quali attenersi.

E’ importante ricordare che l’utilizzo improprio degli oli essenziali può essere dannoso anche quando si utilizzano oli che, come la lavanda, sono considerati sicuri.

Lavanda