Miscelare gli oli essenziali: “sentire” con il naso

La miscelazione degli oli essenziali è un processo creativo, in cui l’esperienza ha un aspetto importante perché è in grado di guidarvi verso preferrenze personali e combinazioni efficaci. Per diventare bravi miscelatori, occorre esperienza e, quindi, è necessario dedicare tempo alla scoperta degli odori dei diversi oli essenziali.

Esistono, tuttavia, alcuni strumenti e linee guida utili per preparare miscele equilibrate e soddisfacenti.

Non analizzare più di 3-4 oli essenziali per volta e liberate il naso tra l’uno e l’altro perché sono molto persistenti.

Scegliete una zona in cui non vi sono correnti d’aria, odori di cibo o altri odori domestici (esempio, detergenti). Procuratevi una serie di strisce di carta assorbente, acquistabili presso i fornitori di oli essenziali, una penna e un quaderno per prendere appunti.

Prima di cominciare, liberate il naso, facendo una serie di respiri lenti e profondi e, poi, una serie di inspirazioni ed espirazioni brevi e veloci.

Prendete una striscia di carta assorbente e scriveteci sopra il nome dell’olio essenziale da annusare. Versate qualche goccia di olio essenziale sulla scriscia, annusatela ripetutamente (la carta assorbente non deve toccare il naso) e scrivete le vostre impressioni con parole significative per voi. Non dimenticate di annotaree origine, fornitore e tutte le informazioni importanti, in modo che, successivamente, possiate confrontare la qualità di oli essenziali provenienti da diverse fonti.

All’inizio è un processo difficile e mancheranno le parole per esprimere le vostre impressioni, ma con la pratica tutto diventerà più semplice e naturale.

Perché miscelare gli oli essenziali

L’arte dell’Aromaterapia consiste nel combinare vari oli essenziali per trattare problemi specifici. E’ un’abilità individuale che determina la creazione di una miscela unica.

Gli oli essenziali sono sostanze che lavorano in armonia con il corpo e, potenzialmente, hanno effetti di grande portata. Un olio, da solo, ha determinate proprietà e impieghi medicinali, ma quando vengono miscelati due o più oli, si verifica una reazione chimica e gli oli si combinano in un composto nuovo. In una miscela appropriata, le proprietà di ciascun olio vengono valorizzate e la nuova composizione può essere d’ausilio per una serie di altri disturbi.

La sinergia deriva dalla miscelazione degli oli essenziali che si integrano in modo da intensificare l’effetto complessivo. Gli oli essenziali che si miscelano bene vengono definiti sinergici.

Sulla base di questo principio, gli oli essenziali possono essere miscelati e modificati da un trattamento all’altro, in base alle esigenze della persona, in un particolare momento. Per creare una sinergia potente, è necessario deve tener conto non solo dei disturbi trattati, ma anche della causa del disturbo.

Infine, quando si crea una miscela, è necessario tener conto della volatilità di un olio essenziale, cioè la sua velocità di evaporazione, descritta in termini di “note”. Ogni olio essenziale ha una propria gamma di note di testa, di cuore e di base, benché ce ne sia sempre una che tende a dominare e, pertanto, la manifestazione delle note varia in modo considerevole (per maggiori informazioni: La Piramide Olfattiva, Le Note) ed influenza la miscela da usare.

Come usare gli oli essenziali: gli oli vettori

Gli oli essenziali sono troppo concentrati per poter essere applicati direttamente sulla pelle, quindi vengono inizialmente miscelati con un olio più leggero per diluirli e renderli più semplici da applicare. Gli oli vettori usati in Aromaterapia vengono estratti da materia vegetale, noccioli o semi.

Gli oli vettori sono fissi, cioè non evaporano ed hanno un odore minimo o nullo. In genere, vengono prodotti mediante spremitura a freddo.

Esistono tre tipi principali di oli vettori:

  1. oli fissi di base, come mandorla, vinaccioli e nocciolo di albicocca; questi oli sono chiari, non troppo viscosi ed hanno un odore minimo; possono esser usati sul corpo e sul viso, con o senza l’aggiunta di oli essenziali.
  2. oli fissi speciali, come avocado, jojoba e il germe di grano; in genere sono più scuri, più viscosi e più pesanti degli oli di base; vengono normalmente utilizzati in piccole quantità, miscelati con oli vettore più leggeri;
  3. oli macerati (oleoliti), come calendula, carota, iperico, arnica; sono estratti vegetali ed hanno proprietà teraupetiche aggiuntive; sono ottimi per la pelle e possono essere aggiunti ad una miscela, oppure applicati da soli con gli oli essenziali.

E’ importante utilizzare oli vettore di alta qualità, preferibilimente prodotti mediante spremitura a freddo e, quindi, senza uso di sostanze chimiche perché, più un olio è elaborato, minore è il suo quantitativo di vitamine (la raffinazione rimuove gli elementi più esposti al deterioramento, ma tra questi vi sono anche i nutrienti in grado di ristrutturare la pelle).

Gli oli vettori sono deperibili, per cui è buona norma acquistarli spesso e in piccole quantità. Conservateli in contenitori ermetici, in un luogo fresco, lontano dalla luce del sole e dall’umidità. Gli oli si deteriorano se esposti all’aria, al calore, all’acqua e alla luce, e sviluppano un odore rancido. Una volta esposto all’aria, un olio vettore si conserva al massimo per sei mesi.